
La quarta stagione di The Last Kingdom segna un brusco cambiamento nella relazione tra Brida e Uhtred. Il loro legame, forgiato fin dall’infanzia nel mondo danese, si trasforma in un’ostilità frontale che molti spettatori hanno trovato improvvisa, persino sproporzionata. Diversi eventi accumulati nel corso delle stagioni spiegano questa frattura, ma la serie fa anche delle scelte narrative che comprimono e radicalizzano la rabbia di Brida rispetto al materiale originale.
Cattività presso i Gallesi e silenzio di Uhtred
Il fattore scatenante più evidente della rabbia di Brida nella quarta stagione è la sua cattività prolungata. Dopo la battaglia di Margate, Brida viene catturata dai Gallesi e ridotta in schiavitù. Subisce violenze, perde il suo bambino non ancora nato e si ritrova isolata da ogni supporto danese.
Ciò che alimenta il suo risentimento è che Uhtred, nonostante il loro passato comune, non viene a cercarla. Dal punto di vista di Brida, Uhtred sceglie i Sassoni piuttosto che soccorrere un’alleata danese. Per lei, non si tratta di un semplice oblio logistico. È la conferma di un abbandono definitivo.
Uhtred, da parte sua, ignora la sua situazione esatta per buona parte della stagione. È preso nelle intrighe del Mercia, nei suoi obblighi verso Aethelflaed e nei suoi conflitti identitari. Si può vedere un articolo che dettaglia perché Brida è arrabbiata con Uhtred in The Last Kingdom ripercorrendo questa cronologia di eventi mancati. La serie non mostra Uhtred rifiutarsi consapevolmente di aiutarla, ma Brida interpreta la sua assenza come una scelta deliberata.

Tradimento della lealtà danese: l’identità come motore di rabbia
La rabbia di Brida non si limita a un episodio isolato. Si radica in una frattura identitaria che risale alle prime stagioni. Uhtred e Brida sono stati cresciuti insieme tra i Danesi. Condividono una cultura, credenze, una visione del mondo basata sulla fedeltà al clan e agli dei nordici.
Stagione dopo stagione, Uhtred si allontana da questo mondo. Serve Alfred, poi Aethelflaed, poi Edoardo. Combatte al fianco dei Sassoni contro eserciti danesi. Per Brida, ogni alleanza di Uhtred con i re cristiani rappresenta un ulteriore tradimento della loro educazione comune.
Questo risentimento è antico, ma la quarta stagione lo fa esplodere. Brida non rimprovera solo a Uhtred di non averla salvata. Gli rimprovera di aver rinnegato tutto ciò che erano. Si vede come l’ultima custode di un’identità danese che Uhtred ha abbandonato. La dimensione personale (l’abbandono) e la dimensione collettiva (il tradimento culturale) si fondono nella sua rabbia.
Un passaggio progressivo verso la radicalizzazione
Nelle stagioni precedenti, Brida poteva ancora tollerare le scelte di Uhtred. Esprimeva delusione, talvolta disprezzo, ma manteneva una forma di legame. La cattività e la perdita del suo bambino annullano quest’ultimo filo. La sofferenza fisica trasforma la delusione in odio.
Quando Brida si unisce a Sigtryggr alla fine della stagione, canalizza la sua rabbia verso un obiettivo di vendetta. Vuole punire Edoardo e Uhtred, che considera responsabili della sua condizione. Il suo discorso non ammette più sfumature.
Brida nei romanzi di Cornwell: un personaggio più politico
La serie si ispira alle Saxon Stories di Bernard Cornwell, ma semplifica notevolmente il percorso di Brida. Nei romanzi, il suo risentimento verso Uhtred si costruisce su un arco temporale più lungo e in un contesto politico più ricco, in particolare attorno a Dunholm e ai giochi di potere danesi.
- Nei libri, Brida occupa una posizione di potere a Dunholm e le sue scelte sono legate ad alleanze politiche danesi, non solo a un risentimento personale verso Uhtred
- Il suo rapporto con la religione nordica è sviluppato con maggiore profondità, il che conferisce alla sua rabbia una dimensione spirituale che la serie affronta senza approfondirla
- Alcuni personaggi intermedi dei romanzi, che influenzano le decisioni di Brida, sono assenti dalla serie, il che concentra tutta la sua motivazione su Uhtred
La serie comprime diversi libri in una sola stagione, il che accelera la trasformazione di Brida. Il passaggio da alleata delusa a nemica accanita avviene in pochi episodi, mentre i romanzi distribuiscono questa evoluzione su più volumi. Questa scelta narrativa spiega in parte perché alcuni spettatori trovano la sua rabbia eccessiva o mal preparata.

Scrittura della stagione 4: una radicalizzazione al servizio del racconto
La questione della coerenza del personaggio di Brida nella quarta stagione divide. Per gli sceneggiatori, la sua trasformazione serve a un obiettivo drammatico preciso: incarna il costo delle scelte di Uhtred. Ogni decisione che prende a favore del mondo sassone ha delle conseguenze su coloro che lascia indietro.
Brida funziona come uno specchio invertito di Uhtred. Dove lui naviga tra due mondi, lei rifiuta il compromesso. Rappresenta ciò che Uhtred avrebbe potuto diventare se fosse rimasto completamente danese. Questa opposizione rende tese le loro scene comuni, ma si basa su una semplificazione del personaggio che sacrifica la sua complessità a favore dell’intensità drammatica.
Un risentimento personale diventato assoluto
La serie sceglie di ridurre le motivazioni di Brida a un nucleo emotivo grezzo: il tradimento, l’abbandono, la perdita. Le dimensioni politiche e culturali esistono, ma passano in secondo piano rispetto alla sofferenza personale. È una scelta di scrittura che funziona per mantenere la tensione, ma che priva il personaggio della profondità che possiede nei romanzi.
I feedback degli spettatori divergono su questo punto. Alcuni considerano che la rabbia di Brida sia pienamente giustificata da ciò che ha subito. Altri ritengono che la serie non fornisca abbastanza scene di transizione tra la Brida alleata delle prime stagioni e la Brida vendicativa della quarta stagione. Entrambe le letture si difendono, ma il materiale sorgente suggerisce che mancano dei passaggi.
La rabbia di Brida verso Uhtred nella quarta stagione si basa su un accumulo di risentimenti reali (abbandono, cattività, rinnegamento identitario) compresso da una scrittura televisiva che privilegia l’impatto emotivo. Leggere i romanzi di Cornwell illumina motivazioni che la serie sceglie di lasciare nell’ombra e conferisce al personaggio una spessore che i dieci episodi della stagione non riescono a restituire.